Il segretario provinciale del Pd auspica l’assunzione di un ruolo centrale da parte della Prefettura
Preoccupa e non poco il provvedimento di sequestro dell’impianto di depurazione consortile dell’Ias per le conseguenze che possono determinarsi sul già precario sistema produttivo della zona industriale.
“Il territorio e la politica – scrive in una nota Salvo Adorno, segretario provinciale del Pd – devono interrogarsi sull’accaduto.
Comprendiamo – spiega Adorno – le ragioni per le quali si è reso indispensabile impedire il proseguimento dell’attività depurativa considerato il ‘livello inaccettabile di rischio per la salute’.
Non comprendiamo invece i motivi dei ritardi per la realizzazione di infrastrutture importanti per migliorare l’efficienza depurativa dell’impianto tra cui la copertura delle vasche e l’impianto di deodorizzazione mai entrato in funzione e la mancanza delle autorizzazioni necessarie mai rinnovate e non conformi alle disposizioni di legge vigenti per l’esercizio dell’impianto.
Responsabilità assai gravi – accusa il segretario del Pd – che coinvolgono la Regione, proprietaria dell’impianto, e i Cda dell’Ias che si sono succeduti in questo ultimo decennio.
Nessuno ha interesse a chiudere il polo industriale e mandare a casa migliaia di lavoratori, ma, seppur nel perseguimento degli eventuali reati – dichiara – occorre trovare soluzioni che da un lato perseguano l’obiettivo primario della tutela della salute, garantiscano il rispetto delle norme di legge e dall’altro tengano conto del problema assai importante dell’occupazione.
Soluzioni per le quali – conclude – può tornare centrale il ruolo della Prefettura. In questo contesto è arrivato il momento di rivedere radicalmente il ruolo dell’Ias, della sua struttura societaria e dei rapporti tra privato e pubblico”.
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