Questo modello di assistenza dovrà essere estesa a tutte le altre realtà del territorio entro marzo 2026
Dopo l’attivazione, lo scorso anno, delle 4 Centrali operative territoriali (COT), una per ogni Distretto sanitario, ed il completamento dei lavori per l’istituzione delle 12 Case di Comunità nei diversi comuni della provincia e dei 4 ospedali di Comunità, prosegue la sperimentazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità nella sede individuata nell’ospedale Trigona di Noto.
L’Ospedale di Comunità, attivo da gennaio con 10 posti letto, ha già raggiunto un elevato tasso di occupazione, segno dell’efficacia del servizio.
L’équipe sanitaria, composta da infermieri e medici dedicati, garantisce un’assistenza continua e qualificata. In considerazione dell’elevata richiesta, l’Asp procederà all’attivazione del secondo modulo, portando la dotazione a 20 posti letto.
All’ospedale di Comunità sono destinati pazienti cronici, ricoverati in un reparto ospedaliero, che hanno superato la fase di acuzie ma che necessitano ancora di una fase di assistenza a bassa identità di cure prima di essere dimessi con un piano di cura domiciliare personalizzato.
Nello stesso edificio insiste la Casa di Comunità:“La Casa di Comunità di Noto, già operativa con una serie di servizi preesistenti nell’ambito del Presidio Territoriale di Assistenza si arricchisce di un’importante novità: l’ambulatorio di medicina generale.
“Questo servizio rappresenta una svolta nell’assistenza sanitaria territoriale – spiega il direttore del Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu – un accordo con le organizzazioni sindacali della medicina generale, consentirà ai medici di aderire al progetto, indicando giornate e fasce orarie di disponibilità per operare all’interno della struttura”.
La presenza dei medici di famiglia, in sinergia con gli specialisti ambulatoriali, consentirà di gestire in modo integrato i pazienti cronici. Un apposito registro permetterà di prenotare le visite e di effettuare la presa in carico congiunta”.
“Tutto ciò – dichiara il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone – rappresenta un passo fondamentale per migliorare la qualità delle cure dei nostri pazienti ed un punto di riferimento per la salute nell’ottica dell’integrazione ospedale-territorio, offrendo un’assistenza completa e personalizzata.
L’obiettivo è estendere questo modello di assistenza a tutte le altre realtà del territorio, per offrire a tutti i cittadini un’assistenza sanitaria di qualità, vicina e accessibile, entro marzo 2026”.
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