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Decreto Priolo incostituzionale: bocciatura della Consulta

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Ritenuto “irragionevole, il rischio di processi paralleli”

La Consulta ha dichiarato incostituzionale  la norma del decreto Salva Isab che ha stabilito la competenza del Tribunale di Roma per gli appelli contro i provvedimenti del giudice che abbiano negato l’autorizzazione a proseguire l’attività di stabilimenti o impianti sequestrati di interessi strategico nazionale.

Ne dà notizia “Il Fatto quotidiano”.

Ad agosto dello scorso anno il gip del Tribunale di Siracusa dispose lo stop del conferimento dei fanghi provenienti dalle imprese del Petrolchimico di Priolo, nel depuratore Ias.

Un provvedimento adottato dopo che la Consulta aveva definito incostituzionale il Salva Isab del Governo che aveva sforato i tempi, 36 mesi, per portare a compimento gli indispensabili interventi di risanamento ambientale.

Il Governo nazionale, attraverso l’Avvocatura di Stato, ha presentato ricorso al Tribunale di Roma, a seguito di quella norma, ma i giudici romani hanno rimandato la palla, ancora una volta, alla Corte suprema.

Quest’ultima attribuisce la competenza al Tribunale di Roma solo per l’impugnazione contro il provvedimento che abbia negato l’autorizzazione a proseguire l’attività produttiva, ma non contro il provvedimento che abbia invece autorizzato l’attività, che resta impugnabile dal pubblico ministero presso il tribunale territoriale.

Inoltre o spostamento di competenza per il solo giudizio di impugnazione contro il provvedimento che abbia negato la prosecuzione dell’attività crea le condizioni per lo svolgimento parallelo di diversi procedimenti d’appello, davanti a diversi tribunali, contro i provvedimenti del giudice che ha disposto il sequestro dei medesimi impianti.

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