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Pillirina, Natura Sicula: “La Regione abbandoni l’idea di cancellare la spiaggia pubblica”

pillirina

L’ultima novità arriva dalla proposta di soppressione delle particelle 172, 173 e 174, di proprietà demaniale perché “sommerse dal mare”

Prosegue la battaglia di Natura Sicula per tutelare la Pillirina con un appello rivolto al Comune e alla Regione, invitanto il primo a ripristinare gli accessi al mare e la sceconda ad abbandonare l’idea di cancellare quelle particelle rimaste pubbliche (scogliera e latomie) “perché considerate sommerse dal mare”.

Le particelle 172,173 e 174, sul versante nord del promontorio roccioso, sono fuori dalla proprietà di Elemata e sono escluse dall’ordinanza che dispone l’interdizione “a tutela della pubblica incolumità” a causa del rischio idrogeologico.

“Ciò significa – dichiara Gianmarco Catalano – che nessun diritto di accesso pubblico potrà essere più rivendicato e garantito, perché con un tratto di penna sul foglio catastale la spiaggia pubblica è stata eliminata.

Ma – insiste Catalano – le particelle che la Regione intende sopprimere non sono affatto sommerse, se non in minima parte, e pertanto è necessario mantenerle per quello che sono: spiaggia demaniale – bene pubblico inalienabile – che i cittadini hanno il diritto di raggiungere e frequentare”.

Da qui l’appello rivolto al Comune e al sindaco:”Rivendichi la proprietà pubblica di quella strada (particella n. 138)
che attraversa il fondo del marchese, in virtù della servitù di uso pubblico maturata in decenni di passaggio esercitato dalla collettività.

Emani un’ordinanza sindacale che imponga a Elemata di ritirare le guardie e sgomberare la strada, a tutela del diritto dei cittadini di fruire del passaggio per raggiungere il demanio marittimo e per garantire altresì gli interventi di sicurezza pubblica e pronto soccorso”.

Alla Regione viene  infine rivolto l’invito “a ritirare senza indugio la proposta di sopprimere le particelle demaniali (172, 173 e 174) che non sono affatto sommerse e rimangono, ad oggi, le uniche aree costiere pienamente pubbliche e fruibili di Punta della Mola”.

 

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